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venerdì 21 settembre 2007

PADOVA, l'Oratorio di S.Giorgio

L'Oratorio di S. Giorgio, a destra della piazza del Santo,
è un elegante edificio romanico
che fu fatto edificare dal marchese Raimondino
dei Lupi di Soragna nel 1377,
come cappella sepolcrale della famiglia.
Sulla semplice facciata in cotto, scandita da sottili lesene,
un rilievo in pietra rappresentante S. Giorgio.






All'interno dell'Oratorio, che alla fine del '700 fu trasformato
in carcere, è un ciclo di affreschi giudicati il capolavoro
di Altichiero Altichieri da Zevio,
attivo in quel tempo per gli stessi Lupi
nella cappella di San Felice al Santo.
Gli affreschi, eseguiti tra il 1379 e il 1384,
pare con la collaborazione del bolognese Jacopo Avanzi,
illustrano scene del Vangelo come l'Adorazione dei Pastori
e l'Adorazione dei Magi sulla parete della facciata;
le storie di San Giorgio sulla parete orientale
e le leggende di S. Caterina e di Santa Lucia
in quella occidentale.


sabato 8 settembre 2007

VILLA WIDMAN a MIRA


Il conte Diodato Seriman, discendente da ricchi mercanti Persiani trasferitisi a Venezia, ricevette in dote il palazzetto sulla riviera vicino al ponte della Rescossa e gli altri beni vicini.
La villa era la sua tenuta agricola.
Durante la metà del '700 la villa passò ad altre famiglie: il palazzetto venne allora ampliato con un piano superiore e degli attici che formano il sottotetto a croce.

La villa si compone di un corpo cubico a due piani abbellita da un gioco di abbaini posti
a croce e ornati da un timpano tondo in perfetto stile rococò.
Si pensa che il conte avesse anche fatto costruire delle barchesse, la pregevole cappella ed un ampio muro con cancellata e statue.
L'interno presenta un salone che si sviluppa su due piani, ricco di decorazioni monocrome e di affreschi a soggetto storico realizzati da Giuseppe Angeli.
Dello stesso autore, sul soffitto del salone, si può ammirare anche il trionfo dei Widmann.
I dipinti nel salone del pianoterra rappresentano alle pareti il ratto di Elena e il sacrificio di Ifigenia; sul soffitto vi è Giunone con le quattro stagioni.
Lo stile decorativo è un misto tra il veneziano ed il lombardo.

Nel 1883 la villa va all’asta a Dolo, e acquistata dai Somazzi; dopo altri passaggi, nel 1901 torna ai Widmann, grazie all’ultima discendente, Elisabetta che morì in Austria nel 1953.
La sua imponente barchessa ha la duplice funzione di rusticale e di foresteria.



Un bel giardino con numerose statue di divinità in mezzo alle aiuole circonda la costruzione.